Murales a Milano: scoprire la città attraverso la street art
Murales a Milano: la città raccontata attraverso la street art
Milano non si scopre soltanto entrando nei suoi musei o osservando i palazzi che ne hanno disegnato lo skyline. A volte basta cambiare prospettiva, alzare gli occhi mentre si cammina per strada e lasciarsi sorprendere da una grande parete colorata.
Negli ultimi anni la street art è diventata parte del paesaggio urbano milanese, contribuendo in alcuni casi a dare una nuova identità a interi quartieri. Dai Navigli a Isola, passando per Ortica, NoLo e molte altre zone della città, facciate, sottopassi e muri apparentemente anonimi sono diventati enormi tele a cielo aperto.
Alcune opere colpiscono per le dimensioni, altre per il messaggio che trasmettono. Altre ancora giocano con l’architettura circostante e con chi passa davanti.
Abbiamo scelto tre murales di Milano da vedere almeno una volta, molto diversi tra loro ma accomunati dalla capacità di raccontare qualcosa della città e delle sue trasformazioni.
1. Biblioteca degli Alberi: “Close the Gap”, un messaggio di inclusione nel cuore della nuova Milano
📍 Via Gaetano de Castillia 20 – Isola / Porta Nuova
A pochi passi dalla Biblioteca degli Alberi, tra il quartiere Isola e Porta Nuova, una grande facciata cattura immediatamente lo sguardo.
È l’opera dello street artist siciliano Giulio Gebbia, in arte Rosk, nata nel 2021 con il titolo Close the Gap – Open Your Future. Due bambini sembrano spingere fisicamente due pareti, cercando di ridurre lo spazio che li separa.
Un’immagine semplice ma potentissima: i muri diventano la rappresentazione delle distanze e delle disuguaglianze che dividono le persone, mentre il gesto dei due bambini suggerisce che quelle barriere, per quanto possano sembrare immobili, possono essere superate attraverso uno sforzo collettivo.
C’è anche un dettaglio interessante per chi lo osserva oggi. Nel dicembre 2023 l’opera è stata aggiornata e il messaggio è diventato “Close the Gap. Peace is our Future”, trasformandosi anche in un invito alla pace e alla fratellanza.
La sua posizione non potrebbe essere più significativa. Alle spalle ci sono i grattacieli di Porta Nuova e il Bosco Verticale, davanti uno dei parchi contemporanei più riconoscibili di Milano. Il murale mette così in relazione arte, architettura, natura e trasformazione urbana.
È uno di quei luoghi in cui si comprende bene come la Milano contemporanea stia cercando di costruire la propria identità non soltanto attraverso nuovi edifici, ma anche attraverso gli spazi pubblici e i messaggi che decide di affidare loro.
2. “Music is a Neverending Journey”: quando Milano diventa musica
📍 Via Conchetta angolo via Ettore Troilo – Navigli
Restiamo in zona Navigli, ma cambiamo completamente atmosfera.
Su una parete di circa 400 metri quadrati si trova Music is a Neverending Journey, una grande opera realizzata dal collettivo Orticanoodles in occasione della Milano Music Week del 2018.
Al centro della composizione troviamo un enorme cuore umano, rappresentato attraverso forme geometriche e colori accesi.
Intorno, però, si apre un vero universo musicale.
Generi, strumenti, riferimenti e connessioni diventano una sorta di mappa della musica, quasi fossero pianeti e costellazioni appartenenti alla stessa galassia. Dal rock al jazz, dall’elettronica all’hip hop, linguaggi musicali apparentemente lontanissimi finiscono per incontrarsi nello stesso grande cuore.
Il titolo riassume perfettamente il concetto: la musica è un viaggio che non finisce mai.
L’opera venne realizzata dagli Orticanoodles su commissione di Porsche Italia per la Milano Music Week e presenta un’altra particolarità: per la sua realizzazione furono utilizzate anche vernici fluorescenti, che permettono di percepire alcuni elementi dell’opera anche al buio.
È uno dei murales che meglio rappresentano l’anima creativa dei Navigli: una zona in cui arte, musica, locali, atelier, cortili e vecchia Milano continuano a convivere.
3. La “casa dei rossetti” di Toiletpaper: il lato più pop e surreale di Milano
📍 Via Giuseppe Balzaretti 4 – Città Studi
In una tranquilla strada di Città Studi, tra palazzi residenziali e atmosfere di quartiere, c’è una facciata che sembra appartenere a un altro mondo.
È impossibile non notarla: rosso, bianco e blu dominano l’intero edificio, mentre quattro enormi mani maschili stringono altrettanti rossetti rossi, puntati verso il balcone centrale. L’effetto è volutamente esagerato, ironico e surreale.
Siamo davanti alla celebre TOILETPAPER HOUSE, sede del progetto editoriale e artistico Toiletpaper, fondato dall’artista Maurizio Cattelan e dal fotografo Pierpaolo Ferrari. La facciata di via Balzaretti è diventata nel tempo una delle immagini più riconoscibili della street art contemporanea milanese e sui social è conosciuta anche come “la casa dei rossetti”.
Ma la cosa interessante è che qui l’arte non si limita a un singolo murale. Via Balzaretti è diventata progressivamente una sorta di piccolo universo Toiletpaper a cielo aperto, popolato da immagini eccentriche, colori saturi e accostamenti volutamente spiazzanti. In occasione della Milano Design Week, il progetto ha coinvolto anche altre facciate della strada, rafforzando il legame tra questo angolo di Città Studi e il mondo del design e dell’arte contemporanea.
È una tappa completamente diversa dalle precedenti: se Close the Gap trasmette un messaggio sociale, lo squalo dei Navigli gioca con l’illusione e Music is a Neverending Journey celebra la musica, Toiletpaper porta per strada l’ironia dissacrante e l’immaginario pop di Cattelan e Ferrari.
E forse è proprio questa varietà a rendere così interessante andare alla ricerca dei murales di Milano: ogni quartiere ha un linguaggio diverso e ogni muro può raccontare una storia inaspettata.
Una Milano da scoprire con gli occhi all’insù
Queste tre opere distano pochi chilometri l’una dall’altra, eppure raccontano anime completamente diverse di Milano.
A Isola e Porta Nuova la street art dialoga con l’architettura contemporanea e affronta temi come inclusione, futuro e pace. In zona Navigli, con Music is a Neverending Journey, l’arte di strada si trasforma in un gigantesco racconto dedicato alla musica.
A Città Studi, invece, la Toiletpaper House porta sulle facciate della città un linguaggio pop, ironico e surreale, trasformando un normale edificio residenziale in un’opera impossibile da ignorare.
È forse proprio questo il fascino della street art milanese: non esiste un unico percorso e non esiste un unico linguaggio.
Ogni quartiere utilizza i propri muri per raccontare qualcosa di sé. Seguire questi murales diventa così un modo alternativo per attraversare Milano, scoprendo non soltanto opere d’arte, ma strade, case e quartieri che spesso osserviamo troppo velocemente.
A volte, per scoprire una Milano diversa, basta semplicemente camminare con gli occhi all’insù.




